Arte & Cultura

Luce e il vecchio ‘Zzi Brasi protagonisti domenica scorsa al Teatro Badia di Ragusa

Lei si chiama Luce ed è una ragazzina diventata ormai adulta. Vive nel villaggio, in un “dammuso” talmente piccolo e angusto che le fa mancare l’aria, costringendola a dormire in piazza, su una panchina. Orfana di genitori, vive grazie all’affetto del vicinato che, considerata la sua natura di eterna ragazzina, la protegge come una figlia. Ma dentro la miniera c’è un segreto. Un cunicolo ormai chiuso al transito, che conduce verso una piccola e buia stanza sotterranea. Era utilizzata come deposito degli attrezzi da scavo ma dopo il crollo in cui Luce perse il padre, fu chiusa definitivamente e ne fu vietato l’accesso. Solo il vecchio ‘zzi Brasi conosce ogni verità su quella miniera.E’ stato questo il leit motiv della piéce proposta domenica scorsa al teatro della Badia di corso Italia a Ragusa nell’ambito della rassegna che sta animando le domeniche autunnali, la rassegna della ripartenza. La proposta della compagnia Medea di San Cataldo è stata molto apprezzata dal pubblico che, nonostante il maltempo, ha partecipato in buon numero. E, alla fine, si è scoperto che la bellezza può nascere ovunque e la cultura può trovare germoglio e diffusione pure tra le rocce sottoterra. “Il regista e autore del testo, Ivan Giumento – chiarisce il direttore artistico della rassegna, Maurizio Nicastro – ha voluto raccontare una storia di minatori fuori dalla miniera. Le loro paure e le certezze, i loro amori e le loro preoccupazioni. Non erano numeri ma anima. L’anima di uomini e donne con un nome e una vita vissuta. Grandissime emozioni in scena tra risate e pianti del pubblico. Una straordinaria prova d’attore di tutti i protagonisti che hanno dimostrato sino in fondo la loro capacità e la loro maestria”. Domenica, 5 dicembre, quarto appuntamento della rassegna, inizio sempre alle 18,30, con Lo Scialle, tratto da U sapiti com’è,proposto dal teatro Stabile di Augusta.