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“Un’altra Storia di Cinema e Fumetti”: Filippo Messina “narra” di quando fumetto e cinema si incontrarono per la prima volta e s’accese la scintilla di un amore duraturo

È capitato a tutti di aver letto almeno una volta un fumetto, restando affascinati, da quei disegni, dalla personalità dei personaggi tanto da tentare quasi di imitarli o fantasticarci su. L’apice poi lo abbiamo raggiunto quando abbiamo avuto la fortuna di vedere molte di queste creazioni prendere vita sul grande schermo, col nome dei cinecomics.
Pur tuttavia dobbiamo occorre fare delle precisazioni, molte delle trasposizioni più conosciute, noi li colleghiamo ai supereroi, basti vedere i film Marvel, o DC Comics. Ma in realtà il mondo dei cinecomics è molto più vasto e tratta anche tematiche più serie e profonde.
E noi abbiamo la possibilità di approfondire l’argomento con un vero cultore, Filippo Messina.

Nasce a Palermo nel lontano 1963. Diplomatosi al Liceo Artistico, ha poi intrapreso gli studi universitari rimbalzando in diverse facoltà senza mai conseguire la laurea. Ha studiato teatro e ha frequentato un corso sperimentale di giornalismo presso la facoltà di Scienze della Formazione. Successivamente ha iniziato a lavorare da “Altro” (la prima fumetteria di Palermo), dove ha intrecciato un rapporto personale e lavorativo con il titolare, Salvatore Rizzuto Adelfio. Persona estrosa e vitale che gli ha insegnato molto, fino alla sua scomparsa nel 2013 e alla chiusura della fumetteria. Oggi fa il blogger e il podcaster. Da qualche anno tiene viva l’anima culturale della fumetteria: “Altroquando”  titolo, anche, del suo canale YouTube.

Come è nata l’idea del libro?

Tutto nasce da una conversazione con un amico collezionista. Una volta mi confidò che stava raccogliendo vari film ispirati a fumetti. Il trend dei cinecomics ad altissimo budget era già iniziato, ma quelli di cui parlava lui erano qualcosa di diverso. Più nascosto, raro. Non solo supereroi e personaggi noti al vasto pubblico. Insomma, c’era tanto di cui parlare e sembrava proprio interessante. Gli chiesi perché non provava a scrivere un articolo, magari un piccolo saggio, ma non se ne fece niente. Poi, mi capitò di essere invitato a una fiera del fumetto. Dovevo inventare qualcosa per una conferenza di almeno venti minuti, e pensai di recuperare questo argomento. Intitolai il mio intervento “La Preistoria dei Cinecomics”. Parlavo, cioè, dei primi passi che hanno portato al fenomeno mediatico di oggi. I film tratti da fumetti, in verità, sono iniziati a comparire dai tempi del muto, e sono cresciuti di pari passo con il cinema fino a diventare il business miliardario che conosciamo. Da quella conferenza è nata la prima puntata di “Storia dei Cinecomics”, una rubrica sul mio canale Youtube che va avanti ormai da un bel po’, interessando un numero consistente di spettatori. Pensare di farne un libro, anzi dei libri, è stato naturale.

Puoi raccontarci qualche piccolo aneddoto accaduto durante la realizzazione del libro?

La rubrica sulla Storia dei Cinecomics pubblicata su Youtube aveva avuto successo, ma a un certo punto mi sono sentito affogare. Quando si parla di cinefumetti, in tanti pensano solo ai supereroi e ai film più recenti. Non è così. I cinefumetti sono sempre stati tra noi. Raccontano storie di tutti i generi, a volte sono irriconoscibili e tra questi si trovano opere di alto profilo. Il gioco che avevo incominciato consisteva nel recuperare titoli sommersi, cose magari inconsuete per chi è abituato a considerare i soli eroi in costume. Il guaio è che durante la ricerca mi sono accorto di essermi perso in un labirinto senza fine, dove a volte mi trovavo costretto a tornare indietro per includere qualche informazione persa di vista durante il tragitto iniziale. Ci sono stati momenti in cui la mole di informazioni mi ha fatto ubriacare. Questo ha portato a parecchie riscritture, e – una volta trovato un editore – a fare impazzire anche chi stava lavorando con me per dare forma a questo caos. È stato divertente, ma anche faticoso.

A proposito di cinecomics, puoi elencare 5 film che ti sono piaciuti? E 5 supereroi che ti porti da sempre nel cuore?

Parlando di film tratti da fumetti, rischio di sembrare snob. Infatti, i miei preferiti non appartengono ai generi più gettonati. Amo tantissimo la serie di film giapponesi degli anni Settanta dedicata a “Lone Wolf and Cub”, il manga di Kazuo Koike e Goseki Kojima. Parlo della serie cinematografica, cupa, violentissima e splatter, non della serie televisiva arrivata in seguito sulle nostre emittenti private con il titolo “Samurai”. Carina, ma molto meno sanguigna. Ho un feticismo per “Hardware”, film di esordio del regista Richard Stanley, tratto da un fumetto inglese scritto da Steve McManus e disegnato da Kevin O’Neil. Una pellicola fanta-horror semplicemente magnifica, ma di cui si parla troppo poco. Nel carnet c’è anche “Ghost World” di Terry Zwigoff, dal graphic novel di Daniel Clowes. E non posso non citare “Old Boy” di Park Chan-wook, che si ispira al manga di Garon Tsuchiya e Nobuaki Minegishi. ma proponendo un discorso e uno stile tutto suo. Se poi vogliamo includere anche i supereroi, dobbiamo contare sicuramente la trilogia di Spider-Man di Sam Raimi e la saga sugli X-Men di Bryan Singer.
I miei supereroi del cuore sono gli stessi delle mie opere cinematografiche preferite, cioè l’Uomo Ragno e i mutanti. Cui possiamo aggiungere Batman, che è un archetipo intramontabile. Ma se lo volete sapere… non è affatto vero che sia il personaggio dei fumetti più trasposto al cinema. E per scoprire i dettagli dovrete leggere il libro.

Puoi parlarci di eventuali progetti futuri?

Nell’immediato ci sono altri due libri sulla storia dei cinefumetti, già scritti e in fase di preparazione. In questi altri due volumi parleremo del cinema fumettistico del nuovo millennio, di come è cambiato il pubblico e la sua percezione. Altri progetti riguardano la mia attività su Youtube, che voglio caratterizzare sempre più in termini di narrazione. Presenterò letture di opere edite e racconti scritti da me. Chissà che non nascano altri progetti interessanti da stampare. Poi c’è il mio progetto per una biblioteca del fumetto a Palermo, che è stato messo forzatamente in pausa dalla pandemia e da problemi contingenti. Ma mi sto organizzando per farlo ripartire. Tanta gente ha donato moltissimi volumi e albi per contribuire alla creazione di questo patrimonio culturale condiviso, e gli sono davvero grato.

Vuoi ringraziare qualcuno in particolare?

Ringrazio su tutti Salvatore, mio compagno di strada, di vita e di lavoro, al quale è dedicato il libro. “Altroquando” lo ha creato lui, come libreria e come iniziativa culturale fuori dagli schemi. A Palermo non si era mai visto niente del genere. Una fumetteria aperta alla controcultura e volta a sostenere la creatività spontanea. Io sono la seconda rigenerazione di Altroquando, un po’ come Doctor Who. E spero che un giorno arrivi qualcuno che voglia essere la terza. Ringrazio chi sostiene il mio lavoro, acquistando il libro, donando qualcosa o magari abbonandosi sul sito Tipeee.com, ma anche soltanto seguendo la pubblicazione dei miei video. Se Altroquando ha continuato a esistere è merito loro.

Vogliamo ricordare ai nostri lettori, dove sarà possibile acquistare il libro?

In primo luogo, il libro è acquistabile sul sito dell’editore a questo indirizzo: https://www.bissoedizioni.it/prodotto/cinecomics-filippo-messina/. A Palermo si può trovare presso la fumetteria Fummettology. Nel frattempo, altre fumetterie italiane hanno cominciato a contattarci e stiamo studiando altri sistemi di distribuzione.

Ringraziamo Filippo Messina che con la sua disponibilità, e gentilezza ci ha illuminati sull’argomento, e per gli amanti dei comics e dei cinecomics, non perdetevi questa interessante raccolta.

Riguardo l'Autore

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33 anni, fin da bambino mi sono appassionato a cartoni, anime, giochi, videogiochi, film e serie TV e da allora questa passione non mi ha più abbandonato. Grazie alla gente che ho incontrato lungo il mio percorso e confrontandomi con loro, ho capito che questa cultura può essere alla portata di tutti e che la fantasia e la creatività possono davvero fare la differenza in ognuno di noi.