Fashion & Lifestyle

Al “The Apparel Garden” di Modica un momento immersivo con moda, design e arte, per cercare di comprendere cosa stupisce di più

L’ultima volta è stata ieri, il suono della sua risata.
È una delle trenta risposte ricevute, con un audio whatsapp, alla domanda: ‘cosa ti stupisce ?

Che poi, a volerci riflettere su, sembra una domanda così semplice, a tratti banale, e invece si affollano, di getto, così tante ipotetiche risposte che alla fine si rimane in silenzio, un paio di secondi di caos e poi un ordine, naturale, nell’esatto momento in cui arriva l’immagine giusta: il sorriso di una persona amata, il mare, il profumo del gelsomino, la gentilezza, la morbidezza della seta sulla pelle.

Tutto questo altro non è stato che un esperimento sociale attorno allo ‘stupirsi’, in cui più di trenta persone hanno preso del tempo per dedicarsi all’inaspettato del quotidiano vivere e rispondere a quel punto interrogativo.

Da questa ricerca soggettiva e comune al tempo stesso, ha origine l’evento di domenica scorsa da TAGThe Apparel Garden, negozio di abbigliamento modicano che sin dalla sua nascita, appena sei mesi fa, muove passi coraggiosi, con il desiderio di guardare la moda da punti di vista diversi e innovativi.

L’intento di presentare la nuova collezione Primavera-Estate, dando luce calda e accogliente ai brand di moda scelti, si è amalgamato infatti alla voglia di lasciare un senso a chiunque entrasse in negozio, trasformando l’esperienza di acquisto in un’esperienza sensoriale potentissima.

La maestria di Andrea Iozzia, tecnico dello spettacolo ma prima ancora artista a cui la lettera maiuscola è affidata automaticamente, ha realizzato luci su misura che hanno guidato l’occhio in questa ‘geografia dello stupore’, per la direzione artistica di Marianna Triberio.

Live performance di danza contemporanea, improvvise e inaspettate, in diversi punti dello spazio, nella generosità artistica dei danzatori Dora Schembri, Simona Puglisi e Luca Occhipinti, tra i colori e le forme degli abiti presentati, accadimenti artistici che colgono di sorpresa lo spettatore, avvengono di fianco a lui, senza quasi avere il tempo di rendersene conto, così, è lo spettatore stesso a diventare parte integrante del momento performativo.

A disegnare il contorno, come la cornice di un quadro, parole scritte a mano, su inchiostro e cartoncino, che raccontano quegli abiti non più semplici ‘capi’, bensì vivi spunti da cui cogliere sensazioni ed emozioni.

Un paio d’ore, ad accompagnare il tramonto, in cui poter fermare il tempo e godersi un momento di leggerezza che è anche riflessione ed emozioni sparse, disseminate come i cartoncini formato polaroid che volevano realmente acchiappare le sensazioni di un istante.

Sin dal primo giorno in cui è nato The Apparel Garden – raccontano Margareth e Mavie Assenza, tra i fondatori di TAG – ci siamo promessi di provare a creare qualcosa di diverso, che andasse oltre il negozio di abbigliamento tradizionalmente inteso, con l’umiltà di compiere piccoli passi nuovi che potessero avvicinare il cliente, con la sua unicità e riposizionarlo al centro. Vedere una presenza di quasi duecento persone, realmente attente a tutto ciò che stava accadendo attorno a loro.. senza dubbio, questo è stato il nostro stupore, il più grande, da cui trarre speranza, chè forse c’è bisogno e voglia di momenti diversi, oltre l’abitudine monotona e ripetitiva”.