Quando si sceglie di intraprendere un percorso di dimagrimento la prima cosa a sparire dalla tavola sono gli zuccheri semplici e raffinati. Per intenderci, salutiamo con tristezza e angoscia lo zucchero aggiunto alle bevande, i biscottini, le brioche e anche quei muesli da prima colazione tanto croccanti e appetitosi. Così, per ingannare il palato, il mercato ci mette a disposizione alimenti della stessa forma, colore e sapore, ma a ridotto contenuto calorico. Quello che rende dolci tali cibi è l’utilizzo degli edulcoranti, o dolcificanti che dir si voglia. Si tratta di additivi alimentari o prodotti venduti singolarmente, a basso contenuto calorico, privi di nutrienti e dal potere dolcificante estremamente superiore rispetto a quello del comune zucchero da tavola.

Li riconoscete sull’ etichetta dei prodotti venduti al supermercato perchè siglati dalla lettera “E” che precede un numero specifico, identificativo dell’edulcorante in questione. Ecco alcuni esempi: xilitolo (E967), sorbitolo (E420), acesulfame K (E950), aspartame (E951), saccarina (E954), sucralosio (E955), ciclammato (E952). Certamente per dimagrire contano le entrate e le uscite e sottrarre una manciata di calorie potrebbe sempre essere d’aiuto, ma di sicuro ci saremo chiesti almeno una volta se l’impatto sulla salute di questi artefatti sia pericoloso. Le domande più gettonate in genere sono: sono sicuri? l’aspartame fa venire il cancro? meglio i dolcificanti naturali o quelli di sintesi chimica?  In questo articolo cercherò di chiarirvi alcuni dei più comuni dubbi secondo quanto dice oggi la scienza. Una recentissima review pubblicata sul British Medical Journal (https://www.bmj.com/content/364/bmj.k4718) ha chiarito la sicurezza dei dolcificanti naturali e di sintesi approvati dall’Efsa (European Food Safety Authority) nei limiti delle dosi raccomandate (40mg/kg al giorno). Tuttavia il fatto che siano sicuri non implica la naturale conseguenza che siano raccomandati! Gli studiosi hanno verificato infatti che la sostituzione dello zucchero con i dolcificanti non apporti significativi cambiamenti positivi nello stato di salute dei pazienti (perdita di peso, miglioramento della pressione arteriosa, miglioramento di alcuni parametri legati al diabete di tipo 2). Inoltre, non esistono delle evidenze forti che scongiurino problemi di salute nel lungo termine.

Insomma, c’è ancora tanto da indagare… Cosa preferire quindi? Le linee guida ci raccomandano un bassissimo introito di zucchero (meglio evitare il più possibile) mentre non ci dicono nulla riguardo l’utilizzo dei dolcificanti. Quindi, attenendosi alle quantità stabilite, meglio far cadere la nostra scelta sul primo rispetto ai secondi e in generale abituare il nostro palato ai sapori autentici (senza zuccheri aggiunti) dei cibi e delle bevande che portiamo a tavola.

Roberta Latifi

Roberta Latifi

Farmacista e a breve nutrizionista, penna di salute e benessere per 97100. La dott.ssa Roberta si dedica al suo lavoro promuovendo modelli di prevenzione della salute umana sulla base delle più aggiornate scoperte scientifiche, somministrandole in una rubrica ricca di spunti e curiosità.

Visualizza tutti gli articoli

Articoli