La storia di Gabriele è quella di un designer che dopo la formazione fiorentina, torna in Sicilia per scommette su di essa. Dall’incontro con Riccardo Ferrantelli, artigiano da tre generazioni, fonda Trame Siciliane, il brand con il quale ha partecipato alla Milano Design Week 2019. “Trame”, come sintesi di racconti epici, storie,folklore e arte appartenenti alla nostra isola, dalle quali attingere per le proprie creazioni. Ad oggetti come i taglieri “Teste di Moro”, che raccontano la tragica storia di due innamorati e “Teste di Paladino”, citazione aulica alla tradizione deI Pupi siciliani,  si affiancano le “maioliche”, reinterpretate  in legno, il “carretto”, decorato con pattern e motivi geometrici tipici dei carretti siciliani e “Zigzag”, realizzato in collaborazione con l’architetto Luca Maci. Il sottopentola multiplo, ispirato alle vecchie coperture delle cucine a legna, è realizzato con il motivo a zigzag che richiama nello specifico la simbologia legata al culto della dea madre. Ad essi, si unisce “muscaloru”, prodotto legato al fashion design, realizzato in partnership con Officina77architettura&design, un ventaglio che reinterpreta in chiave contemporanea la tradizione contadina siciliana, trasformandola  in un accessorio da indossare con eleganza.

Tutti questi oggetti prediligono l’utilizzo di materiali di alta qualità come il faggio massello, personalizzabile con lavorazione laser e decorazioni manuali. Il lavoro sopra descritto si inserisce perfettamente all’interno delle tematiche discusse quest’anno al Salone del Mobile e al Fuori Salone e alla Milano Design Week 2019, incentrate su riciclo, sostenibilità e binomio uomo-natura. <<L’esperienza alla Design Week mi ha dato molto: non solo in termini di visibilità, in quanto molti hanno apprezzato il nostro lavoro, ma di consapevolezza: la percezione di una Sicilia che vuole emergere. Per me fare design, progettare, equivale ad emozionare,a raccontare. Come diceva Guttuso, “Anche se dipingo una mela, c’è la Sicilia”. Il mio design, come quello di Ponti, Fornasetti ma anche Aricò o la Salmistraro è un design narrante, che attraverso la commistione tra tradizione e innovazione racconta il nostro essere siciliani oggi>>.  Come disse Giò Ponti:

«Tra il passato nostro e il nostro presente non esiste incompatibilità. Noi non vogliamo rompere con la tradizione: è la tradizione che si trasforma, assume aspetti nuovi, sotto i quali pochi la riconoscono»

Eleonora Orfanò

Eleonora Orfanò

Laureata nel 2016 presso l’Accademia di Belle Arti di Catania in Comunicazione e Valorizzazione del patrimonio artistico contemporaneo, partecipo parallelamente a corsi e workshop inerenti il settore artistico-culturale. Ad oggi frequento il corso di laurea magistrale in Storia dell’arte e beni culturali, presso l’Università degli Studi di Catania continuando a coltivare i miei svariati interessi.

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