Ha aperto i battenti lo scorso 2 novembre a Palazzo Zenobio la collettiva “Lo stato dell’arte ai tempi della 58° Biennale di Venezia”, con un padiglione interamente dedicato alla “Contea di Modica” che espone le opere di 31 artisti provenienti dal sud est siciliano. La mostra è stata curata dallo storico e critico d’arte Giorgio Gregorio Grasso e da Maria Palladino, che hanno affidato al pittore modicano Guido Cicero la selezione degli artisti e la scelta dei dipinti da esporre nella sezione “Contea di Modica”.

Gli artisti invitati a esporre, alcuni dei quali presenti al vernissage, sono stati: Silvana Amarù, Giuliana Amato, Rosamaria Armeri, Valeria Assenza, Silvana Boccadifuoco, Sofia Chiara Burrafato, Margaret Carpenzano, Rosanna Chessari, Guido Cicero, Rosanna Criscione, Veronica Diquattro, Giuseppe Fratantonio, Stefania Gagliano, Giuseppe Gianì, Antonella Giannone, Giovanna Giaquinta, Federica Gisana, Alessandra Gugliotta, Rita Iacono, Emanuela Iemmolo, Cettina Incremona, Giuseppe La Rosa, Santina Lupo, Maria Concetta Manenti, Irene e Stella Meli, Sara Occhipinti, Anna Ottaviano, Maria Teresa Scarso, Pamela Siciliano e Erzen Sylisufi.

All’inaugurazione del padiglione, ospitato nel maestoso Salone degli Specchi, era presente un pubblico numerosissimo che ha assistito all’anteprima della mostra, con gli interventi introduttivi dei curatori e del poeta modicano Pippo Puma. Dopo il dettagliato intervento di Giorgio Gregorio Grasso, che ha dissertato sullo stato dell’arte oggi, Maria Palladino e Guido Cicero hanno illustrato i criteri di scelta delle opere in mostra. Puma, giunto per l’occasione da Milano, dove vive, ha parlato delle bellezze architettoniche di Modica, del suo cioccolato artigianale, della storia della Contea (1296-1812). Ha anche arricchito il suo intervento con una curiosità. Infatti l’attuale Conte di Modica si trova in Spagna e dal 2014, dopo la morte della madre, è il Signor Carlos Filz James Stuart y Martinez de Iruio. Il poeta modicano ha concluso l’intervento mettendo in risalto un legame che unisce Venezia a Modica. Si tratta dell’Enciclopedia Treccani, che all’inizio del Novecento definiva Modica la città più singolare d’Italia dopo Venezia, per via dei torrenti dall’alveo scoperto che la attraversavano, intervallati qua e là da vari ponticelli.

La serata è stata allietata dalla musica del “Blue Bossa Duo”, composto dal maestro Lino Gatto (chitarra) e Fabrizia Ruospo (voce), che hanno appassionato il pubblico con un repertorio musicale intenso e coinvolgente. «Si è trattato di un momento di grande intensità culturale – ha dichiarato Guido Cicero – Infatti, oltre agli artisti espositori, erano presenti poeti, musicisti, attori, scrittori. Insomma, l’arte nel suo insieme ha fatto da cornice a una manifestazione di grande interesse nazionale e internazionale».
La mostra resterà aperta fino al 30 novembre.

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