“Grazie per averci contattato, ma cercavamo una figura con esperienza nel settore”.

Questo ritornello lo abbiamo sentito ripetere parecchie volte e in pochi casi abbiamo visto celebrare soluzioni degne di essere considerate tali, perché se abbiamo avuto la possibilità di ricevere una formazione universitaria, può capitare di non essere disposti a “fare tutto” e se presentiamo un diploma, potremmo essere più spinti alla ricerca di opzioni e alternative accettando lavori e “lavoretti” che magari non gratificano molto perché sfruttano moltissimo. Non è che noi giovani non vogliamo fare, è che la nostra è una posizione ambigua, tra l’incudine e il martello. Ci troviamo tra un esame e un corso di formazione, tra il “Perché ti sei fermato alla scuola superiore?!” e il “Tanto la laurea non serve a nulla!” e ancora tra il “Vorrei” ed il “Non posso”. Ed in alcuni casi, davvero non si può perché non tutti vantiamo le stesse possibilità e non tutti possiamo dare felicemente per scontato il nostro domani.

Senza ombra di dubbio, questo è un momento teoricamente infelice per molti di noi, ma preciso il “teoricamente” perché se questo Paese ci insegna l’arte dell’attesa, noi allora abbiamo l’obbligo di diventare maestri della sfida.  Non importa quante cose sappiamo fare, importa saperle fare bene. Un po’ come quando a scuola non riusciamo a dare il massimo in matematica, ma rompiamo le righe in letteratura, c’è sempre qualcosa che sappiamo fare meglio semplicemente perché siamo portati per saperla fare e basta ed in questo scopriamo il nostro valore. A proposito di valore e di valore nel lavoro, di saper essere e di saper fare, proprio dai “piani alti” arriva una chicca speciale: “Fermenti”, una novità e una sorpresa interessantissime per tutte le giovani menti che intendono avviare un’impresa a vocazione sociale impegnandosi nell’affermazione dell’uguaglianza per tutti i generi, dell’inclusione e della partecipazione, della formazione e della cultura, degli spazi, dell’ambiente e del territorio e dell’autonomia, del welfare, benessere e salute. Tematiche sicuramente contemporanee che offrono spunti di riflessione sull’essere “cittadini consapevoli” e “persone libere”; non a caso uno dei primi taciti requisiti di partecipazione per i futuri progettisti è la coesione che si traduce nello svolgimento di un lavoro di gruppo (gruppi informali o associazioni temporanee di scopo). Da notare, inoltre, anche la chiara scelta di voler investire sui più piccoli, una presa di posizione non indifferente per spronare e incoraggiare gli animi.

Dentro questo mondo che cambia e non si ferma, dovremmo essere pronti a reinventarci e per farlo non sempre servono grossi mezzi. In merito, traccerei soltanto due linee guida: la formazione e il rischio; perché la preparazione, la lettura e lo studio, anche da autodidatta, sono la cassetta degli attrezzi della conoscenza che dà sicurezza e che permette di provare e di rischiare, cioè di metterci in gioco con tutti i pro e i contro delle situazioni.  Quindi, la domanda è semplicemente una: “Perché no?!” Molto spesso quando si parla di lavoro e giovani, si finisce in grosso modo a fare due cose: la prima riguarda la completa generalizzazione facendo di tutta l’erba un fascio, la seconda, invece, è osservare la condizione di chi potenzialmente potrebbe fare, ma non fa per estrema insicurezza. Timori legittimi, è chiaro; ma se pensassimo che il lavoro può generare lavoro forse potremmo avere meno paura. Se lasciassimo un po’ di spazio anche alle logiche sociali, focalizzando un po’ meno l’attenzione su quelle economiche, potremmo scoprire che i conti quadrano lo stesso, pur avendo dato voce a chi finora ha fatto poco, ma ha voglia di fare tanto e di fare bene.

Per i più curiosi, tutte le informazioni utili sul bando Fermenti possono essere trovate nelle pagine dedicate dal Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale (https://www.fermenti.gov.it/leggi-il-bando/) oppure nella pagina dedicata dal Comune di Ragusa (https://www.comune.ragusa.gov.it/comune/archivi/evidenza.html?docs=10&i=89394).

Rita Spagnolo

Rita Spagnolo

Assistente sociale e studentessa del corso di laurea magistrale in Pubbliche amministrazioni dell'Università degli Studi di Catania.
Creare una realtà sociale nuova per l'ascolto e la soluzione dei problemi è il primo di una lunga serie di sogni.

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