Da venerdì 13 dicembre 2019, alle ore 21:00, al MUST – Musco Teatro di Catania, andrà in scena “Casa di bambola” di Ibsen. A vestire i panni della protagonista Nora Helmer sarà Valeria Contadino, già reduce dal successo de La creatura del desiderio di Camilleri – Dipasquale, diretta in questa nuova opera da un veterano del teatro italiano come Sebastiano Tringali, che si è ritagliato un ruolo nel personaggio del Dottor Rank. Completano la compagnia Davide Sgrogiò, nelle vesti di Torvald Helmer, Barbara Gallo sarà Kristen Linde e Riccardo Tarci il bieco Krogstad. Musiche di Germano Mazzocchetti, scene Susanna Messina, costumi sorelle Rinaldi. Il dramma, rappresentato per la prima volta nel 1879, suscitò scandalo e polemica ovunque per la sua lettura di un femminismo estremo, ed  in Germania Ibsen fu addirittura costretto a trovargli un nuovo finale, perché la protagonista si rifiutava di impersonare una madre da lei ritenuta snaturata. L’azione scenica si svolge interamente a casa dell’avvocato Torvald Helmer. Torvald è sposato da otto anni con la giovane Nora, con la quale ha instaurato un rapporto più da padre premuroso che da marito, ritenendola puerile e spensierata. Nora però non è mai stata quella “bambola” irresponsabile che il marito crede. In passato, infatti, per poter curare una grave malattia del marito, la donna ha contratto un debito con Krogstad, uno strozzino, falsificando la firma del padre su alcune cambiali. La situazione sembra migliorare quando Torvald è promosso direttore della filiale di banca in cui lavora. Proprio lì, però, è impiegato anche Krogstad. Per ottenere vantaggi personali Krogstad minaccia Nora di rivelare tutto e comincia a ricattarla. “Secondo la concezione etica di Ibsen, – scrive il regista Sebastiano Tringali – il peccato che non si può perdonare è quello commesso contro la personalità individuale dell’essere umano”. Pochi istanti, alcune parole, un gesto inatteso, possono bastare per mandare in frantumi la sofisticata architettura all’interno della quale, per tutta la vita, ci siamo mossi. L’eroismo è, quindi, la cosciente presa d’atto di uno ‘status’ di fronte al quale si deve agire. “Casa di bambola” resta tutt’oggi un’opera di grande e complessa modernità, abitata da personaggi capaci di parlare ancora ai nostri contemporanei. Partendo da una nuova e attenta rilettura di questo grande classico di fine ‘800, attraverso una riscrittura e rielaborazione scenica del testo, si cercherà di approdare ad uno spettacolo dove il centro sia “il dramma nudo”, spogliato di bellurie ottocentesche e convenzioni borghesi. L’opera, produzione Teatro della città di Catania, verrà replicata sabato 14 dicembre con un doppio spettacolo alle ore 17,30 e alle ore 21,00  e domenica 15 dicembre alle ore 17,30.

Eleonora Orfanò

Eleonora Orfanò

Laureata nel 2016 presso l’Accademia di Belle Arti di Catania in Comunicazione e Valorizzazione del patrimonio artistico contemporaneo, partecipo parallelamente a corsi e workshop inerenti il settore artistico-culturale. Ad oggi frequento il corso di laurea magistrale in Storia dell’arte e beni culturali, presso l’Università degli Studi di Catania continuando a coltivare i miei svariati interessi.

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