Una grandissima emozione ed un piacere che viene dal cuore poter oggi scrivere e parlare di una persona che considero amica, speciale e che ha un talento semplice e puro come pochi. Lui è Lorenzo Vizzini, e di cose, nonostante la sua giovane età, in questi anni ne ha fatte davvero tante. La sua è una carriera in continua evoluzione ed ascesa, e tra pochi giorni sarà ancor di più sotto i riflettori per la firma di due brani che saranno in gara durante il prossimo festival di Sanremo.

Dopo le numerose collaborazioni degli ultimi anni con artisti di altissimo livello, ricordiamo su tutti la realizzazione di “Meticci” (album di Ornella Vanoni), ma anche la produzione del disco di Tricarico, Lorenzo continua il suo percorso lavorativo non solo di autore ma anche da cantautore. Neanche un anno fa ha pubblicato “L’aria di casa” un album di nove tracce autoprodotto e registrato nella sua abitazione,  dove racconta tutto l’amore per la sua terra e per la città nella quale è nato.  Adesso l’attenzione è rivolta alle sue ultime due creature “Le nostre anime di notte” e “Mi sento bene” che saranno interpretate rispettivamente da Anna Tatangelo e Arisa.

I titoli di questi due brani lasciano pensare a dei testi comunque introspettivi. Cosa puoi anticiparci nel limite del possibile?

In effetti lo sono, anche se sono brani molto diversi tra loro. Premetto che preferisco lasciare questa responsabilità alla canzone. Raccontare le canzoni è sempre un po’ difficile, a maggior ragione se le hai scritte. Comunque, il brano per Anna Tatangelo è sentimentale, racconta una storia d’amore importante che dopo un periodo difficile si trova davanti ad una presa di coscienza. Quello per Arisa è invece un brano più esistenzialista, sulla ricerca della leggerezza.

Nonostante tu abbia partecipato a diversi concorsi tra cui anche Sanremo Lab, il Festival è un po’ un mondo a parte, a detta di tutti qualcosa di unico. Com’è pensare che Baglioni pronuncerà Vizzini?

Sanremo fa parte della nostra tradizione, trascende quelli che sono i confini della musica, racconta un immaginario della cultura popolare italiana, è un piacere esserne una piccola parte. Il giorno in cui sono nato coincideva con la finale di Sanremo, praticamente mia madre aveva le doglie mentre la Pausini vinceva con “La solitudine”.  Mi racconta questo aneddoto sin da quando ero bambino. E’ un segno che è una manifestazione talmente sentita, da entrare prepotentemente nelle vite delle persone, nel quotidiano.

Domanda un po’ gossippara… Sarai a Sanremo durante il festival?

Domanda difficile. Non so nemmeno cosa farò domani, immagina se so dove sarò settimana prossima!

Sappiamo che non ti fermi mai! Vorremo qualche spoiler su cosa stai combinando adesso…

Questo periodo è pienissimo di cose da fare. Nei prossimi mesi usciranno diversi brani che ho scritto per tanti artisti differenti. Nel frattempo sto scrivendo delle canzoni nuove, sto producendo il disco di un’interprete molto brava che uscirà ad aprile e, appena avrò un attimo di tregua, farò uscire anche qualche mio nuovo brano.

Non ci resta che fargli un grandissimo in bocca al lupo per questa esperienza ed augurargli di cuore che tutta Italia possa canticchiare le sue canzoni!

Maria Teresa Memoria

Maria Teresa Memoria

Curiosa e attenta. Laureata in scienze politiche, intraprende diverse esperienze lavorative. Ama l'arte e lo spettacolo. La sua più grande passione: la musica.

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